Le donne di Nicoletta Bonarelli in mostra ad Ancona
“Dal vero all’anima” è il titolo della mostra delle opere di Nicoletta Bonarelli, esposte alla Pinacoteca Civica di Ancona, fino al 14 novembre.
Nata a Pesaro nel 1906 da un’antica famiglia aristocratica anconetana, dodicenne, si trasferisce a Roma. All’Accademia di Belle Arti, è allieva di Ferruccio Ferrazzi. Proprio qui ha l’occasione di conoscere i grandi interpreti della scuola romana. Poi nel 1941 c’è il grande spartiacque della sua vita, che coincide con la nascita di suo figlio Francesco, affetto dalla sindrome di Down.
Così per 10 anni si ritira a vita privata fondando al contempo una scuola d’arte femminile dove per mezzo secolo formerà numerosissime pittrici, tra le quali Titina De Filippo, sorella di Eduardo e Peppino.
“Mentre insegna in questa scuola, porta avanti una produzione pittorica nascosta, riservata, che non mostra a nessuno, dove va alla ricerca di un linguaggio con cui esprimere questa maternità sofferta, esprimere il moto interiore di sofferenza che provava”, spiega Michele Servadio, curatore della mostra. Sono figure femminili ispirate all’archetipo della grande madre, attingendo da Picasso a Cézanne, ma anche alla iconografia del Neolitico.
Accettata definitivamente la maternità, piena d’amore, alla soglia degli Anni Ottanta giunge a uno stile più maturo in cui la donna, stavolta, non è più con suo figlio, ma sola al centro della scena. Dopo la morte del marito il suo stile cambierà ancora una volta, l’ultima. “Non c’è spazio più per orpelli decorativi e quindi queste donne vengono rappresentate senza naso, senza bocca, senza occhi, senza elementi di comunicazione – spiega ancora il curatore della mostra – Ma ciò che rimane sempre è l’elemento femminile, che sia un triangolo, che sia una palla, che sia un pomo”.
