Atrium guarda al futuro: Ancona entra nella Rotta Europea in vista della Capitale della Cultura 2028
I lavori si sono conclusi con una visita simbolica al quartiere di Nowa Huta, esempio emblematico dell’urbanistica del periodo comunista a Cracovia, che ha permesso ai partecipanti di toccare con mano le sfide della valorizzazione di questo complesso patrimonio.
Si è conclusa nei giorni scorsi a Cracovia l’Assemblea annuale di ATRIUM, l’Associazione della Rotta Culturale Europea dedicata all’architettura dei regimi totalitari del XX secolo. L’incontro, svoltosi in un momento storico in cui i valori democratici sembrano vacillare sotto la pressione di nuovi nazionalismi e conflitti, ha messo al centro del dibattito temi cruciali come la partecipazione, il dialogo interculturale e la rigenerazione urbana. A quasi quarant’anni dal lancio del Programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, le due giornate polacche hanno riaffermato la necessità di una gestione consapevole del patrimonio cosiddetto “dissonante”, trasformandolo da cicatrice del passato a risorsa per la memoria collettiva europea.
Uno dei momenti più significativi dell’assise è stato il via libera formale all’ingresso della città di Ancona nell’Associazione. L’adesione del capoluogo marchigiano non rappresenta solo un arricchimento quantitativo per la rete, ma si inserisce in un percorso strategico di alto profilo: la collaborazione tra Atrium e Ancona promette infatti di essere particolarmente stimolante in vista del prestigioso appuntamento di Ancona Capitale italiana della cultura 2028. Il patrimonio architettonico della città entrerà così a far parte di un circuito internazionale che promuove una riflessione critica sulla storia urbana del Novecento.
Oltre all’allargamento della base associativa, l’Assemblea ha provveduto al rinnovo degli organi direttivi, approvando la composizione del nuovo Board of Governors che guiderà l’Associazione per il triennio 2026-2029. Alla presidenza è stato confermato Ulisse Tramonti, affiancato dal vicepresidente bulgaro Yasho Minkov, rappresentante del Comune di Dimitrovgrad. Il nuovo consiglio direttivo vede una forte rappresentanza italiana e internazionale, con la presenza di esponenti provenienti da Forlì (presente il vicesindaco e assessore alla Cultura, Vincenzo Bongiorno), Cesena, Carbonia, Massa Marittima e Merano, insieme a delegati di realtà europee di rilievo come la Contea di Iași in Romania, il Comune di Benetússer in Spagna, Përmet in Albania e la stessa Cracovia.
I lavori si sono conclusi con una visita simbolica al quartiere di Nowa Huta, esempio emblematico dell’urbanistica del periodo comunista a Cracovia, che ha permesso ai partecipanti di toccare con mano le sfide della valorizzazione di questo complesso patrimonio. Con la nuova squadra di governo e l’innesto di Ancona, Atrium si prepara ad affrontare un triennio decisivo per consolidare il proprio ruolo di ponte tra la pianificazione urbana contemporanea e la memoria storica del continente.
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Atrium guarda al futuro: Ancona entra nella Rotta Europea in vista della Capitale della Cultura 2028
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