‘Mare centro culturale’, audizione di Ancona al Mic per Capitale cultura 2028

Presenti Regione, Anci e Univpm. Silvetti: “Sentiamo responsabilità verso il territorio”

e reti da pesca, la rotta di una barca sul mare, l’immagine del Duomo sul colle Guasco, l’arco di Traiano, il Monumento ai caduti e lo sguardo sulla città vista dall’alto e, soprattutto, dal mare.

Perché “Ancona è cresciuta dentro questo sistema di rotte e va guardata dal mare per capirla”, ha detto durante l’audizione al ministero della Cultura a Roma Anghela Alò curatrice del dossier “Ancona. Questo adesso” con cui il capoluogo marchigiano si candida a Capitale italiana della cultura 2028. Oggi e domani, infatti, sono in corso le audizioni delle dieci città finaliste. Presente in sala con Ancona, nel giorno del suo 83/o compleanno, il maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico.

Il dossier anconetano – sostenuto da Regione, Anci Marche e dall’Università politecnica delle Marche (Univpm) – è stato presentato dal sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, che ha insistito sulla vocazione internazionale della città, sul rapporto con il territorio marchigiano, sulla crescita dell’università e sul legame tra porto e parco del Conero.
“Sentiamo la responsabilità di portare crescita economica, sociale e politica a tutta la regione. – ha affermato il primo cittadino davanti alla giuria – Questo dossier non è un elenco di eventi né un atto autocelebrativo, ma è un piano strategico che ha una proiezione triennale con il quale vogliamo integrare cultura, innovazione urbana e politiche giovanili”.

A entrare nei dettagli del dossier è stata l’assessora comunale alla Cultura, Marta Paraventi, che ha citato i quattro punti cardine del progetto: ‘questo mare’, ‘via maestra’, ‘adesso parco e ‘mare culturale’. “Il dossier pone il mare al centro come matrice culturale e progettuale. – ha spiegato Paraventi – C’è il progetto di istituire il museo della civiltà del mare Adriatico, poi la nascita della rete museale urbana nel cuore della città storica, il parco del Conero che unisce natura e cultura, fino alla serie di eventi di produzione contemporanea che ibridano nuovi linguaggi, anche sperimentali, per cui c’è bisogno dell’energia dei giovani”.
Durante l’audizione sono intervenuti anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il sindaco di Ascoli Piceno e presidente di Anci Marche, Marco Fioravanti, e il rettore dell’Univpm, Enrico Quagliarini. Quattro le domande presentate dai giurati che hanno espresso apprezzamenti per la presentazione del dossier.

La sfida di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028, la presentazione nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura

Sono stati i giovani attori della Compagnia Giovani di Marche Teatro, guidata dal direttore Giuseppe Dipasquale, ad aprire questa mattina, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, l’attesa audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Alzandosi dai loro posti tra il pubblico e raggiungendo il centro della scena, hanno dato avvio alla presentazione della città con una performance intensa e coinvolgente che ha riportato sulla scena le voci poetiche di Francesco Scarabicchi e Franco Scataglini, restituite attraverso la loro interpretazione. Presente in sala con Ancona, nel giorno del suo compleanno, il maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico.
Poco prima delle 11 ha preso così la parola la delegazione anconetana, seconda a intervenire dopo Anagni e prima di Catania. La città ha illustrato il dossier “Questo. Adesso.”, espressione tratta da un brano del poeta anconetano Francesco Scarabicchi e assunta come chiave sintetica della candidatura.
La presentazione si è svolta alla presenza di una rete ampia e trasversale di soggetti del territorio che hanno contribuito alla costruzione del progetto, confermando un percorso che trova applicazione concreta nel tessuto civico e istituzionale. A partire dai quattro pilastri – Comune di AnconaRegione MarcheANCI Marche e Università Politecnica delle Marche – la candidatura si fonda su un sistema che coinvolge istituzioni culturali, enti di ricerca, fondazioni, operatori economici, associazioni, curatori e progettisti, per un totale di circa ottanta rappresentanti presenti in sala. Tra i soggetti attuatori assume un ruolo centrale Marche Teatro, partner strategico e soggetto attuatore della candidatura, protagonista anche della fase di audizione.
 
LA NARRAZIONE DEL DOSSIER
L’audizione, della durata complessiva di un’ora, è stata costruita come un evento unitario, con una regia coordinata che ha integrato interventi istituzionali, contributi artistici e supporti video. Nei primi trenta minuti è stata illustrata la struttura del dossier come ecosistema culturale articolato in quattro traiettorie: Questo MareVia MaestraAdesso ParcoMare Culturale. Le quattro direttrici traducono le caratteristiche storiche e geografiche di Ancona in una proposta di rigenerazione urbana, sociale e produttiva.
Il video del regista e musicologo Francesco de Melis ha accompagnato l’esposizione con immagini dedicate al paesaggio urbano e al porto. Alla giuria è stata consegnata anche una copia del dossier in Braille, in coerenza con l’impianto inclusivo del progetto. L’audizione si è conclusa con un contributo video realizzato dallo studio ADV Creativi.
Nel corso della presentazione, il direttore creativo Anghela Alò ha illustrato l’impostazione complessiva del dossier, soffermandosi sulla curatela unitaria dei progetti, sul coordinamento tra le diverse linee di intervento e sugli strumenti di monitoraggio previsti per garantire misurabilità e continuità.
 
IL CUORE DELLA VISIONE
Per descrivere il cuore della visione sono intervenuti il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, e il presidente di Anci Marche Marco Fioravanti.
Il Sindaco Daniele Silvetti ha delineato la strategia della candidatura sul piano locale, adriatico e nazionale, richiamando la Carta di Ancona e il binomio Città-Porto / Città-Parco come riferimento per un equilibrio strutturale tra sviluppo, paesaggio e cultura, oltre che la centralità della vocazione internazionale, di quella universitaria e di quella che individua Ancona come “Capitale della gentilezza urbana”, frutto di una scelta culturale orientata alla qualità delle relazioni e all’accoglienza.
L’Assessore alla Cultura Marta Paraventi ha illustrato l’architettura del dossier articolata in quattro macro-aree, sottolineandone la coerenza complessiva, la qualità scientifica dei progetti, l’integrazione tra patrimonio materiale e immateriale, innovazione digitale, welfare culturale e processi di rigenerazione urbana.
Il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini ha richiamato il ruolo dell’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di conoscenza e cooperazione con il Comune, evidenziando la funzione dell’ateneo nel trasformare ricerca e formazione in leva strutturale di sviluppo.
Il Presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti ha collocato la candidatura nella dimensione territoriale, sottolineando il ruolo di Ancona come capoluogo in grado di attivare e rappresentare la rete dei comuni marchigiani in una prospettiva regionale condivisa.
Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha concluso l’audizione, ha collocato la candidatura in una prospettiva regionale, qualificandola come investimento strategico per l’intero territorio marchigiano e ribadendo il sostegno istituzionale al percorso avviato.

Ancona in corsa per Capitale Italiana della Cultura 2028, “una rotta per il futuro”

UNA COMUNITÀ PRESENTE
All’audizione hanno assistito circa 80 persone giunte a Roma per sostenere la candidatura: sindaci e amministratori del territorio, europarlamentari, parlamentari, rappresentanti istituzionali e culturali nazionali, curatori di progetto.
Erano presenti, tra gli altri, il Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma Guido CastelliVincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Luigi Conte, Presidente del Parco del Conero, Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, Valerio Vico Presidente di Marche Teatro, Paolo Clini e Barbara Toce della direzione di candidatura, Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche, Francesco de MelisAldo Grassini, Presidente del Museo Tattile Statale Omero. Il 26 febbraio, giorno del suo compleanno, anche Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico, ha scelto di essere a Roma assieme alla delegazione anconetana.
Particolare attenzione è stata riservata agli under 35, coinvolti nella regia organizzativa dell’audizione e nella definizione dell’identità visiva del dossier, affidata all’Accademia Poliarte.
 
LE DOMANDE DELLA GIURIA
La seconda parte dell’audizione, della durata di circa venticinque minuti, è stata dedicata alle domande della giuria. La Cabina di regia, coordinata dal Sindaco, ha risposto ai quesiti relativi a governance, sostenibilità economica, monitoraggio dell’impatto ed eredità nel medio e lungo periodo.
Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore Marta Paraventi, il Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, la dirigente Cultura e Turismo del Comune di Ancona Viviana Caravaggi, la professoressa Maria Serena Chiucchi del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche per l’impianto di valutazione e Giuseppe Dipasquale in qualità di direttore di Marche Teatro, ente attuatore del progetto.
In questa sede sono state approfondite alcune tematiche strategiche, tra cui quelle legate alle strategie di comunicazione del progetto e, più in generale, della città.
 
UNA ROTTA PER IL FUTURO
L’audizione è la tappa centrale del percorso di candidatura. Il dossier integra programmazione culturale, strumenti di monitoraggio, governance condivisa e una rete istituzionale e territoriale già attiva, che consolida le collaborazioni avviate e garantisce il mantenimento dell’operatività della struttura organizzativa definita nel dossier.
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