Ancona-Skopje, la diplomazia della cultura ridisegna l’asse adriatico-ionico verso il 2028
Dal Forum EUSAIR alla Skopje Declaration, il dialogo tra le due Capitali della Cultura 2028 rafforza l’asse tra Italia e Balcani su integrazione europea, talenti, sicurezza energetica e cooperazione territoriale.
Non soltanto diplomazia culturale, ma una vera piattaforma geopolitica e macroregionale affacciata sul Mediterraneo allargato. Il dialogo avviato a Skopje tra Ancona Capitale italiana della Cultura 2028 e la capitale macedone, designata Capitale europea della Cultura nello stesso anno, si inserisce in una cornice strategica che supera il piano simbolico e punta a rafforzare il ruolo dell’asse Adriatico-Ionio nelle future politiche europee.
La visita istituzionale dell’assessora alla Cultura del Comune di Ancona, Marta Paraventi, al Museo di Arte Contemporanea di Skopje si è svolta infatti durante l’undicesimo Forum EUSAIR, la Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica, conclusosi con l’approvazione della “Skopje Declaration”, documento politico che ridefinisce il ruolo della macroregione alla luce delle nuove tensioni geopolitiche europee.
La dichiarazione riafferma l’Iniziativa Adriatico-Ionica e la strategia EUSAIR come strumenti strategici per rafforzare cooperazione regionale, stabilità, sicurezza e prosperità nell’area adriatico-ionica, in un momento segnato da instabilità internazionali, transizione energetica e ridefinizione degli equilibri continentali. Al centro del documento emerge con forza anche il tema dell’allargamento europeo, definito un investimento geostrategico essenziale per pace, stabilità e crescita economica, con particolare riferimento ai Balcani occidentali.
In questo scenario, il rapporto tra Ancona e Skopje assume un significato che intreccia cultura, integrazione europea e sviluppo territoriale. La missione promossa grazie all’Ambasciata italiana a Skopje e al Segretariato permanente dell’Iniziativa Adriatico-Ionica con sede ad Ancona ha riunito rappresentanti istituzionali e culturali delle due città, tra cui Filippo Alabardi, i rappresentanti del Ministero della Cultura macedone e il direttore del Museo di Arte contemporanea di Skopje Avni Qahili.
L’obiettivo è costruire una rete stabile di relazioni tra territori che condividono una vocazione adriatica, ionica e mediterranea. Non soltanto scambi culturali, ma progettazione comune, mobilità giovanile, cooperazione istituzionale e attrazione di competenze in una regione che l’Europa considera sempre più strategica per sicurezza energetica, connettività infrastrutturale e gestione delle relazioni euro-balcaniche.
La “Skopje Declaration” insiste proprio su questi temi. Il documento sottolinea l’importanza delle connessioni regionali, dei corridoi energetici e dei trasporti, delle Green Lanes e delle nuove infrastrutture europee e intercontinentali, chiedendo una maggiore integrazione tra Stati membri dell’Unione e Paesi candidati nella gestione delle sfide comuni: energia, digitale, ambiente, economia e resilienza territoriale.
All’interno del nuovo piano d’azione EUSAIR trova spazio anche un quinto pilastro sociale, che amplia la dimensione della strategia macroregionale includendo coesione sociale, digitalizzazione, sviluppo territoriale e resilienza. Un passaggio che rafforza l’idea della macroregione Adriatico-Ionica non più soltanto come spazio di cooperazione istituzionale, ma come piattaforma politica europea permanente da integrare nelle future politiche di coesione post-2027.
In questa prospettiva, Ancona prova a consolidare il proprio posizionamento come città-ponte tra Italia e Balcani. Un ruolo che Marta Paraventi ha ribadito anche nella veste di segretario generale del Forum delle Città dell’Adriatico e dello Ionio, indicando il 2028 come occasione per costruire alleanze durature oltre l’anno della Capitale della Cultura.
Parallelamente, dal Forum EUSAIR è arrivata anche la sollecitazione del parlamentare europeo Carlo Ciccioli a trasformare la strategia macroregionale “dalle dichiarazioni ai risultati concreti”. Ciccioli ha definito l’Adriatico-Ionio uno spazio ormai centrale per stabilità geopolitica, Mediterraneo, sicurezza energetica e integrazione dei Balcani occidentali, annunciando inoltre la nascita al Parlamento europeo di un gruppo di lavoro dedicato alla Macroregione Adriatico-Ionica sostenuto da quaranta eurodeputati di differenti gruppi politici.
Tra le priorità emerse a Skopje figura anche la questione demografica e occupazionale. La dichiarazione finale dedica particolare attenzione ai giovani, alla fuga dei talenti e alla necessità di rafforzare imprenditorialità, competenze e occupazione qualificata. Viene riconosciuto il ruolo strategico dell’EUSAIR Youth Council, delle università, delle camere di commercio, delle autorità locali e della società civile nel creare ecosistemi regionali capaci di trattenere capitale umano e favorire innovazione.
È qui che il dossier culturale di Ancona si intreccia con le nuove politiche europee di coesione territoriale. La cultura diventa infrastruttura relazionale, strumento di cooperazione economica e leva di integrazione macroregionale.
A suggellare simbolicamente questo legame tra le due città è la presenza nel museo di Skopje dell’opera Monte Conero di Corrado Cagli, artista profondamente legato alla cultura marchigiana. Un dettaglio artistico che assume il valore di una metafora politica: due sponde dell’Adriatico che, attraverso cultura, istituzioni e progettualità europea, tentano di costruire un nuovo baricentro mediterraneo tra Italia e Balcani.
La stessa “Skopje Declaration”, infine, ha sancito il passaggio della presidenza dell’Iniziativa Adriatico-Ionica e di EUSAIR dalla Macedonia del Nord all’Italia per il periodo 2026-2027. Un passaggio che rafforza ulteriormente la centralità italiana nel processo di consolidamento della macroregione e che, per Ancona, rappresenta un’opportunità strategica per trasformare il percorso verso il 2028 in un laboratorio stabile di cooperazione europea.
