Fondi sisma 2022, ad Ancona 73 milioni di euro. Daniele Silvetti: «Progetto che disegnerà il futuro della nostra città»
ANCONA – È entrata nel vivo la nuova fase della ricostruzione post sisma 2022. Da ieri infatti, 27 febbraio 2026, è operativa la piattaforma Gedisi, lo strumento unico digitale per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata, mentre i primi Documenti di indirizzo alla progettazione relativi alla ricostruzione pubblica e agli edifici di culto sono già in fase di valutazione presso gli Uffici speciali per la ricostruzione.
Due passaggi concreti che segnano l’avvio del percorso delineato dalla nuova ordinanza illustrata questa mattina nella Sala della Giunta del Comune di Ancona. Presenti, tra gli altri, il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Ancona Daniele Silvetti, l’assessore regionale Giacomo Bugaro e l’assessore comunale ai Lavori pubblici Stefano Tombolini, oltre a dirigenti e tecnici vari. Molti degli edifici coperti dai fondi sisma sono rappresentati in foto nel corso di questo articolo, compresa Villa Beer. In totale l’importo complessivo degli interventi è di 73.476.412 euro.
La nuova ordinanza, dedicata al sisma del 9 novembre 2022 che colpì in particolare Ancona, Fano e Pesaro, si fonda su tempi certi, procedure semplificate e strumenti immediatamente attivabili. L’obiettivo è accelerare il passaggio dalle norme ai cantieri, completando il quadro normativo vigente e rafforzando l’efficienza amministrativa.
Dunque attraverso la piattaforma Gedisi professionisti e cittadini possono presentare le istanze di contributo, con termine fissato al 31 dicembre 2026. Il cronoprogramma prevede che entro il 31 marzo 2026 venga presentata la valutazione preventiva del livello operativo, della richiesta di autorizzazione al miglioramento e della manifestazione di volontà. A seguire, entro il 30 giugno 2026, dovrà avvenire il deposito del contratto di incarico al professionista presso l’Usr ed entro il 31 dicembre 2026 andrà presentata la presentazione della richiesta di contributo tramite Gedisi.
Le modalità di concessione ed erogazione dei contributi saranno disciplinate con successivo decreto commissariale.
Le risorse complessive stanziate ammontano a 20 milioni di euro per il 2026, 90 milioni per il 2027 e 220 milioni per il 2028, garantendo una copertura finanziaria pluriennale alla ricostruzione.
Inoltre, si ricorda che dall’1 gennaio 2026 è attivo il Contributo per il disagio abitativo destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata. Sono esclusi i locatari, salvo gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica.
Sul fronte pubblico invece, la nuova ordinanza disciplina in modo puntuale la procedura di esame dei Dip. Gli Uffici speciali per la ricostruzione effettuano la verifica tecnico-amministrativa e trasmettono gli atti al commissario che individua gli interventi finanziabili d’intesa con la Regione.
È prevista un’anticipazione fino al 10% del valore dell’intervento per consentire l’immediato sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica, favorendo una più rapida apertura dei cantieri.
Un capitolo specifico riguarda le chiese e gli edifici di culto, con una disciplina modellata sull’esperienza del sisma 2016 e la distinzione tra ricostruzione pubblica e privata, prevedendo anche in questo caso anticipazioni per le attività progettuali.
In totale sono state 969 le richieste di sopralluogo pervenute a seguito degli eventi del 9 novembre 2022: 639 nei Comuni del cratere: Ancona, Fano, Pesaro, mentre sono 330 quelle fuori cratere.
Gli interventi stimati sono 230 per la ricostruzione privata e 209 per quella pubblica, mentre la stima economica complessiva ammonta a 458,66 milioni di euro, di cui 177,76 milioni per la ricostruzione privata e 280,90 milioni per la ricostruzione pubblica, di cui 220 milioni destinati agli edifici pubblici e circa 60 milioni alle chiese.
Nella sola città di Ancona sono 179 gli edifici tra pubblici, privati e edifici di culto per i quali sono previsti interventi.
Per Francesco Acquaroli «oggi diamo un segnale concreto e tangibile alle famiglie colpite dal sisma del 9 novembre 2022: la ricostruzione entra nella fase operativa con tempi certi, procedure chiare e strumenti efficaci per dare risposte concrete ai cittadini che sono fuori dalle proprie abitazioni. Ringrazio il Governo, il commissario Castelli, il sottosegretario Lucia Albano, l’Usr e i Comuni, a partire da Ancona, per il lavoro di squadra che ha reso possibile l’avvio concreto del percorso di ricostruzione. La Regione – va avanti a spiegare -, tramite l’Usr e i suoi professionisti, è e sarà al fianco di cittadini, professionisti e amministrazioni locali per tradurre le norme in cantieri aperti nel più breve tempo possibile».
Per Daniele Silvetti invece «Ancona compie oggi un passo decisivo verso una nuova stagione di crescita e rinascita urbana. Grazie al lavoro sinergico con l’ufficio speciale per la Ricostruzione post Sisma 2022 e al determinante supporto del commissario straordinario Guido Castelli che ringrazio sinceramente, Ancona ha ottenuto un finanziamento di 70 milioni di euro destinato a interventi strategici per la città. Si tratta di risorse che ci consentiranno di intervenire su scuole cittadine, garantendo adeguamento sismico, messa in sicurezza e ripristino funzionale, affinché studenti, famiglie e personale possano vivere ambienti moderni e sicuri. Gli interventi riguarderanno inoltre il recupero e l’adeguamento di importanti contenitori storici e il completamento della Mole Vanvitelliana, simbolo culturale e identitario della nostra comunità, insieme ad altri edifici pubblici strategici». Il primo cittadino non si ferma e spiega ancora: «Particolare attenzione sarà riservata anche alle strutture sociosanitarie, ai cimiteri e agli edifici culturali, con opere di ripristino e miglioramento che rafforzeranno la qualità dei servizi e la coesione sociale. Questa non è solo un’operazione di ricostruzione materiale, ma un grande progetto di rilancio capace di disegnare il futuro della nostra città: una vera rinascita urbana che guarda alla sicurezza, alla valorizzazione del patrimonio e allo sviluppo sostenibile con lo sguardo al nuovo Piano regolatore».
Infine per il commissario Guido Castelli «questa ordinanza nasce da un lavoro condiviso e costante con la Regione Marche, con il Comune di Ancona e con tutti gli enti locali coinvolti nei territori colpiti dal sisma. È il risultato di una collaborazione istituzionale concreta, che ci ha consentito di costruire un impianto chiaro, operativo e coerente con le esigenze emerse sul territorio. Abbiamo fissato tempi certi, definito procedure semplificate e messo a disposizione strumenti immediatamente attivabili, come la piattaforma Gedisi per la ricostruzione privata e l’avvio della valutazione dei primi Dip per la ricostruzione pubblica e le chiese. I cittadini, i professionisti e i sindaci devono sapere con precisione cosa fare, entro quando e con quali strumenti: la chiarezza amministrativa è il primo passo per restituire fiducia e dare sicurezza alle comunità colpite». L’onorevole ritiene inoltre che «l’esperienza maturata con la ricostruzione 2016-2017 ci ha insegnato che servono regole attuabili, responsabilità definite e una forte sinergia tra tutti i livelli istituzionali per accelerare il passaggio dalle norme ai cantieri. Un modello già sperimentato che oggi viene ulteriormente rafforzato e modellato sulle specificità del sisma 2022».
