Tiziano torna a Pieve con la tavola “cadorina” che anticipa la grande mostra sul paesaggio

La sommersione dell’esercito del faraone nel Mar Rosso è tratta da un disegno suo del 1515, la pala Gozzi – il committente inginocchiato – del ’20: l’arco di tempo in cui Tiziano Vecellio, sulla trentina, concepisce l’Assunta veneziana ai Frari. Mezza Europa – la Francia, il Papa, l’Impero compresi – voleva annientare la Repubblica. La salva un rovesciamento di alleanze. E spunta un nuovo giorno. Riprendono i commerci fra Venezia, Ancona e Ragusa dirimpetto. Alvise Gozzi viene da lì.

Progetto condiviso: Magnifica, Comune, Centro Studi Tiziano e Cadore. Il capitolo estivo toccherà anche il nodo della tutela del paesaggio. E intanto riapre la casa del pittore: restaurata e senza barriere. È mancato da poco Augusto Gentili, studioso di Tiziano. Ha insegnato a Ca’ Foscari. Un suo scritto accompagna la mostra. All’erudizione contrapponeva la ricerca di senso. Qui i soldati del faraone sono i nemici di Venezia; gli Ebrei la Repubblica che si mette in salvo. E adesso? Chi sono i faraoni contemporanei?

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