Mostre d’arte aperte, parte la giostra delle feste
L’arte è fatta di estremi: l’arte è classica e contemporanea, l’arte riapre antiche stanze e apre nuovi spazi, l’arte è «di potere» e delle «minoranze». L’arte è fatta di estremi anche a Natale, anche in Italia, dove (in simultanea) si celebrano la riapertura della Pinacoteca Civica Francesco Podesti di Ancona (arte classica, arte che riapre, arte di potere) e il successo di The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma, la personale dell’artista sinti Małgorzata Mirga-Tas (arte contemporanea, arte che apre, arte delle minoranze).
Dopo due anni di chiusura, torna così finalmente visibile-visitabile la Pinacoteca Civica di Ancona con un nuovo allestimento (progettato da Carla Lucarelli) e con una collezione tra le più importanti in Italia per la straordinaria presenza di opere di pittura marchigiana, veneta e delle varie scuole italiane (il progetto scientifico e museografico è firmato da Stefano Zuffi, Luigi Gallo e Marta Paraventi). Un itinerario incredibile scandito da capolavori come la Pala Gozzi (1520) e la Crocifissione (1558) di Tiziano Vecellio, la Madonna con Bambino (1470 circa- 1489) di Carlo Crivelli (opera in qualche modo simbolo della collezione), la Pala dell’Alabarda (1538-1539) di Lorenzo Lotto, la Circoncisione (1430-1439) di Olivuccio di Ciccarello, l’Immacolata (1656) del Guercino, una delle testimonianze più alte del Seicento italiano, «dove la Vergine sembra emergere dal paesaggio marino che richiama il golfo di Ancona, quasi a voler suggellare il legame profondo tra la città e il suo mare». Complessivamente sono ora esposte 133 opere, mentre sono oltre 600 i lavori conservati nei nuovi depositi attrezzati del terzo piano (tra le novità anche nuovi «sistemi tattili» realizzati in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero, che garantiscono un percorso di visita pienamente inclusivo).
